L'oracolo
 

La Cripta Bizantina (Carpignano)

Introduzione


La chiesa rupestre di Santa Marina e Cristina a Carpignano Salentino è una chiesa privata con destinazione funeraria. La sua pianta è caratterizzata da due navate e due absidi precedute da un nartece con una tomba ad arcosolio posta all’inizio della parete settentrionale. Nei secoli la chiesa ha subito numerosi rimaneggiamenti e oggi conserva gli affreschi più antichi di Puglia (si parte dal 959 fino alla seconda metà dell’XI secolo) datati grazie anche alla presenza di iscrizioni in greco in cui vengono citati committenti e artisti.L’aspetto più importante della cripta è rappresentato dal ciclo di affreschi realizzati in senso cronologico e antiorario a partire dalla parete orientale fino a ricoprire tutta la parete occidentale.Gli affreschi sono accompagnati da iscrizioni in greco datate (fatto eccezionale per l’Italia meridionale), l’arco cronologico della realizzazione degli affreschi coincide con gli anni della dominazione bizantina in Italia meridionale: 959 (per la data più antica) – seconda metà dell’XI secolo.

Descrizione


Nella chiesa prevale la raffigurazione della santa titolare che è Cristina al cui culto si affiancò, solo in un secondo momento, il culto della santa Marina (santa orientale nota anche con il nome di Pelagia o Margherita), mentre appare quasi del tutto assente il ciclo cristologico, fatta eccezione per la rappresentazione dell’Annunciazione dipinta sull’abside destra ai lati del Cristo benedicente seduto su un trono a lira. Nell’Annunciazione l’angelo, a sinistra del Cristo, giunge con il braccio destro alzato e la mano benedicente mentre la Vergine, dipinta sulla destra del Cristo, con la mano sinistra regge il fuso, simbolo di verginità (in allusione alle Vergini del Vecchio Testamento che filavano le tende per il tempio).

Conclusioni





(Pubblicato il 30 Giugno 2009)