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Palazzo Marchesale (Arnesano)
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Introduzione
Il Palazzo Marchesale del Secolo XV-XVIII fu ricostruito dalla famiglia dei Maresgallo nel corso del XVII sec..
Descrizione
Notizie certe sul primitivo nucleo risalgono solo al 1613 quando Paolo Geronimo Maresgallo I, barone di Maglie compro “sub hasta” il feudo di Arnesano e l’antico castello, dimora del precedente signore Prospero Bozzi.
Nel 1693, quando il Palazzo passò alla famiglia Prato si completò la trasformazione del castello in grandiosa dimora signorile, probabilmente sotto la guida di Mauro Manieri, rinomato architetto talentino. Alle opere murarie i Prato fecero seguire lo sfarzoso arredamento, nonché la famosa quadreria.
La facciata, molto sobria, presenta un raffinato portale, sormontato dallo stemma della famiglia Prato.
Un'attenta analisi degli ambienti in corrispondenza di "Porta Rande" rivela l'esistenza di un apparato difensivo; sopra questa porta esisteva una torre o comunque qualche altra struttura di controllo, mentre gli ambienti dovevano ospitare contemporaneamente l'abitazione del "barone" e il presidio militare. Anche i vari e successivi rimaneggiamenti sembrano rispondere all'esigenza di combinare la funzione di dimora signorile, con ambienti consoni al prestigio aristocratico delle famiglie succedutesi nel tempo, e di residenza feudale, con spazi aperti destinati ad orto e giardino ed altri chiusi nei quali aveva luogo la trasformazione dei prodotti agricoli.
Nel 1802, forse a causa di un fenomeno tellurico, si verificò un crollo dove erano "quelle stanze che formano la gran loggia del largo del Palazzo " (Piazza Paisiello), in seguito al quale la quadreria in parte andò distrutta e in parte trasportata a Venezia. Le tele rimaste ("anch'esse andate col tempo in maggior parte disperse tra Roma e Napoli") furono numerate ed elencate da Michele Bernardini per il giudice De Simone:
n. 15 tele di Oronzo Tiso;
n. 17 tele di Serafino Elmo;
n. 16 tele del concittadino Emanuele Passaby;
n. 40 tele di pittori vari.
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(Pubblicato il 23 Settembre 2009)
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